Diario

Un Natale diverso, ma comunque speciale

Manca praticamente un mese a Natale, noi abbiamo già fatto l’albero… ci siamo sentiti di farlo perché sentivamo in famiglia bisogno di serenità e si sa Natale trasmette una sensazione di pace.

Annie prepara l'albero
Annie prepara l’albero

Questo Natale sarebbe dovuto essere particolarmente felice perché aspettavo il mio bambino, parlo al passato perché Luca non c’è più…  il 28 settembre il ginecologo durante un controllo ( 3 giorni dopo l’amniocentesi) ci ha comunicato che non c’era più battito.

Forse vi sembrerò distaccata, quasi parlassi di un evento lontano nel tempo, o successo a qualcuno che nemmeno conosco… è entrata in gioco la psiche, a distanza di un mese è scattato qualcosa dentro di me e si è creato un distacco emotivo necessario, una sorta di difesa… da quel momento mi sforzo a ricordare, provo a tornare a quei momenti ma li sento ovattati, distanti… è umano, è la mente che per non crollare attua questo meccanismo…a volte crollo lo stesso, come quando su Netflix ad un personaggio di una serie tv facevano ascoltare il battito durante l’ecografia… lì ho pianto.

Il 28 settembre con me c’era mio marito e c’era mia figlia Annie, 6 anni e mezzo, perché nulla faceva presagire questa terribile notizia, quando il medico me l’ha detto, siamo rimasti pietrificati… io ho pianto dicendo che non era possibile, mio marito aveva gli occhi lucidi e mia figlia, ci guardava smarrita cercando di capire cosa ci stesse dicendo.

Ci tengo a parlarne, specie ora che la mia mente mi protegge perché ho scoperto con tanta tanta tristezza, che questo dolore immenso capita spessissimo…. a tantissime di noi, che siano già mamme di altri bambini o che aspettassero il loro primo figlio.

Ho sentito intorno a me tantissime storie, raccontate nel dettaglio o semplicemente accennate, di casi analoghi, di persone che hanno perso il proprio bambino a poche settimane di gravidanza, a pochi giorni dal parto, persino dopo, quando la loro creatura aveva qualche giorno di vita.

Sono stata contattata sui social da donne che ci erano passate, che ci stavano passando… ci siamo confortate, rapportate e abbiamo cercato di sostenerci l’una con l’altra.

Ora attendo esiti di ulteriori analisi fatte per cercare di spiegare cosa sia successo.

Una mia amica mi ha detto questa frase, che le ripeteva sempre la sua mamma:

Dio non ci darebbe un dolore se non avessimo le spalle abbastanza larghe per sopportarlo

Spero che questa frase e questo post possa essere di sostegno a chi sta affrontando questo dolore, il dolore più grande di una vita intera.

Natale resta comunque la festività che amo di più, amo vedere mia figlia fare l’albero, scartare i pacchetti la mattina del 25, certo quest’anno la malinconia per ciò che sarebbe potuto essere si farà sentire, ma in qualche modo so che Luca è comunque con noi…

A presto

Camilla

 

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